Pedrizzi (Unione cristiana degli imprenditori e dirigenti): “Il presidente della Cei Bassetti ha ragione: non c’è bisogno di un partito dei cattolici”

Comunicato stampa 3 OTTOBRE 2019



Pedrizzi (Unione cristiana degli imprenditori e dirigenti):
“Il presidente della Cei Bassetti ha ragione:
non c’è bisogno di un partito dei cattolici”



Ha ragione il Cardinale Bassetti e ne condividiamo totalmente il contenuto. Il mondo cattolico sta vivendo da anni un forte disagio perché stenta a ritrovarsi nei partiti che attualmente occupano la scena politica ma non c’è alcun bisogno di immaginare la creazione di un partito dei cattolici per dare a questo mondo una rappresentanza politica”. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, presidente del Comitato tecnico scientifico dell’Ucid (Unione cristiana degli imprenditori e drigenti) in merito alle dichiarazioni del presidente della Cei, cardinale Bassetti, alla scuola di formazione e cultura politica organizzata dalla rivista Il Regno e dalla Comunità di Camaldoli presso il monastero casentinese.

La Chiesa non può e non intende entrare direttamente o formulare opzioni di parte o creare direttamente o indirettamente un proprio strumento partitico. Essa può chiamare a raccolta tutte le coscienze, a cominciare da quelle dei credenti, invitando tutti a una nuova stagione di responsabilità personale attorno a valori fondamentali”, aveva detto Bassetti.

Una posizione condivisa da Riccardo Pedrizzi, già senatore e presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, che si chiede: “Non sarebbe più opportuno e più in linea con l'insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa puntare sul rilancio dei corpi intermedi? Di fronte al deserto della rappresentanza intermedia ed al vuoto pneumatico tra potere di vertice, istituzioni, la stessa politica e la base sociale del Paese, va rivitalizzato proprio quello spazio intermedio che sta tra la globalizzazione ed i territori locali con tutti i suoi corpi sociali: famiglia, ordini professionali, associazioni di categoria, le imprese, le associazioni di volontariato, il terzo settore, ma anche le province ed i comuni. Per questo bisogna restare, da un lato, sul territorio e, dall'altro, interpretare gli interessi particolari dei diversi soggetti sociali e politici, evitando di lanciarsi in avventure azzardate, nostalgiche e prive di concrete prospettive future”.

 

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